Torna su

I Mala: cosa sono e come si usano

Mālā (o Mala) è un a parola sanscrita femminile che significa corona, ghirlanda, e sta ad indicare lo strumento con cui viene tenuto il conto dei mantra durante la meditazione.

Essendo un sostantivo femminile, la sua traduzione dovrebbe essere “la mala” e non “il mala”. Al di là delle regole di attribuzione di genere alle parole straniere, trovo personalmente che la traduzione italiana “la mala” riporti ad ambiti diametralmente opposti rispetto a quelli in questione e per questa ragione la mia traduzione, come quella di molti, è, per sensibilità linguistica, al maschile.

Le origini di questo oggetto sono indiane e risalgono a milioni di anni fa. Ma non vengono utilizzati solo in India: nella religione induista e buddista, ma anche in molte altre religioni (se ci pensiamo bene anche la religione cristiana ha il suo strumento di preghiera), tant’è che si parla di mala tibetani, mala buddisti ecc..

Definiti anche japamala, sono strumenti utilizzati nella meditazione japa, una tecnica meditativa che prevede la ripetizione di mantra per uno specifico numero di volte.

Mala Tibetano

Mala Tibetano

Il significato dei Mala

Il suo reale significato va però oltre il suo mero utilizzo. Un mala è molto più di uno strumento per contare i mantra e non è un “gioiello” da indossare per sentirci più “yogici”.

E’ un oggetto sacro, un oggetto che, una volta entrato in contatto con il nostro corpo, diventa parte di noi, influenza il nostro benessere psicofisico, ci accompagna e sostiene nel cammino di vita aumentando il potere spirituale dell’anima.

Da milioni di anni i mala vengono indossati, soprattutto in India e in Nepal, e vengono tramandati di generazione in generazione.

Le madri li regalano ai propri ai figli, come segno di continuità, di trasmissione di conoscenze, esperienze, emozioni, energia!

Ciotola tibetana, Mala e altri strumenti rituali religiosi per la meditazione

Ciotola tibetana e altri strumenti rituali religiosi per la meditazione

Come costruire un Mala

Creare un mala per qualcuno presuppone attenzione, presenza, energia, amore. Non basta comporlo, non basta la manualità. Ciò ridurrebbe il tutto ad una semplice collana.

Avere qualche informazione sulla persona cui l’oggetto è destinato mi permette di focalizzarmi su una specifica intenzione, sull’energia con cui attivarlo.

Quando invece faccio un mala senza sapere a chi andrà, l’intenzione che metto si basa sulle proprietà della pietra, perché, come vedremo più avanti, ogni pietra ha un significato.

Per approfondimenti leggere: Le Pietre dei Sette Chakra

I mala sono composti da 108 pietre (o comunque da multipli di 9) oltre a una pietra più grande, o un elemento centrale, denominato “guru” o “meru” cui spesso è collegata una nappina.

Identificate le pietre, il guru e i fili da utilizzare, creo un ambiente confortevole, solitamente accendo un incenso o una candela profumata e mi siedo a terra a gambe incrociate o sto al mio banchetto di lavoro.

Così inizio ad infilare le pietre ed annodarle, in un continuo movimento in cui il mio corpo è rilassato, ma allo stesso tempo la mia mente è attiva.

Come costruire un mala

Come costruire un mala

Come si usa un Mala

I mala possono essere utilizzati sia durante la meditazione da seduti sia durante la pratica delle asana; riporre lo strumento in cima al tappetino aiuta a ricordare e a focalizzarsi sull’intenzione della pratica.

Se indossato nella vita quotidiana dà protezione e afferrarlo tra le mani da un senso di conforto e sostegno.

Se utilizzato per meditare, le pietre vanno sgranate una ad una usando i polpastrelli del dito pollice e del dito medio e mai l’indice, che è il dito che rappresenta l’ego.

Partendo dalla prima pietra dopo il guru si prosegue fino alla centottesima. Ultimato un giro non bisogna superare il guru bensì ricominciare dall’altro lato “cambiando giro”.

Di seguito un link del video che mostra il movimento che la mano deve fare per invertire il giro in modo corretto: Guida alla scelta e all’uso – YouTube

L'uso di Mala con mantra durante una pratica yoga nella natura

L’uso di Mala con mantra durante una pratica yoga nella natura

Come scegliere quello giusto

Potendo scegliere tra diverse tipologie non è sempre facile trovare il mala adatto a sé.

Ci si può basare sul significato delle pietre e sugli utilizzi che vengono fatti di esse in cristalloterapia.

Spesso mi scrivete chiedendomi consigli, e sono sempre felice di aiutarvi e indirizzarvi verso la pietra più indicata.

Altrettanto spesso mi scrivete dicendomi di essere attratte da un determinato mala senza sapere né il nome né il significato della pietra.

Ed è quando vi racconto le proprietà di essa che, basite, mi dite: “ecco perché l’ho scelto!”. Nel tempo ho capito che la maggior parte delle volte è la pietra che sceglie voi, e che affidarsi all’istinto ed ascoltare le proprie sensazioni è la migliore soluzione.

Ci sono molte connessioni ed energie che portano ognuno di noi, senza nemmeno sapere perché, a sceglierne uno piuttosto che un altro.

Non sempre quello da cui siamo attratti è quello che esteticamente rispecchia i nostri gusti, ma sarà comunque quello più adatto a noi in quello specifico momento della nostra vita.

Per scegliere un mala è bene anche badare alla sua struttura. I Mala di Vale sono quasi sempre composti da 108 pietre (o grani). In base alla dimensione della pietra l’oggetto sarà più o meno lungo.

Scopri la nostra collezione di mala 108 grani

Se utilizzo una pietra da 6 mm la lunghezza sarà al petto, se invece utilizzo una pietra da 8 mm l’oggetto arriverà all’ombelico. E’ quindi fondamentale capire se si preferisce una dimensione più contenuta piuttosto che un oggetto più lungo.

Ma se utilizzate lo strumento per contare i mantra vi consiglio di optare per pietre da 8 mm, perché più agevoli da sgranare.

Alcuni mala in legno o in semi non sono annodati, ma solo infilati. In questo caso, in assenza del nodo che separa un seme dall’altro, il conteggio può risultare più difficile.

Sia i mala in pietre sia i mala in legno possono essere portati al collo, come una collana, o al polso, come un bracciale.

Essendo diversi gli elementi da considerare nella scelta del mala che fa per voi, continuerò con piacere ad aiutarvi.

Vi darò indicazioni sulla pietra da scegliere e, se vorrete, potremo progettare insieme un mala personalizzato, che verrà fatto solo ed esclusivamente per voi!

Mala Personalizzati creati da I Mala di Vale

Collane e bracciali Personalizzati creati da I Mala di Vale

E se si rompe?

Solitamente quando un oggetto si rompe pensiamo subito a qualcosa di brutto. Quando si rompe un gioiello spirituale o un mala non è sempre così, o comunque c’è molto di più.

Il significato è che è successo qualcosa. Non per forza qualcosa di brutto, ma potrebbe trattarsi anche di qualcosa di positivo.

Pensate al significato che aveva quel mala per voi, e datevi del tempo per osservare e porre attenzione a cosa sia accaduto nella vostra vita.
Può essere che l’intento di quel mala sia raggiunto, e che il suo “compito” sia giunto al termine.

Questo non vuol dire che una volta rotto il mala sia inutilizzabile. Facendoli personalmente, so come è fatto ogni oggetto che acquistate, di conseguenza so anche come aggiustarlo.

Consiglio sempre di non rifarlo da capo, ma propongo di aggiustarlo e lasciare il segno, ancorché impercettibile, di quella rottura. Potrete quindi continuare ad indossare quel mala, che porterà il segno dell’evento che è accaduto e dal quale potrete trarre l’insegnamento e ricordarlo nel tempo.

1 commento

  • Alessandra2 mesi ago

    reply

    ciao Vale, sempre molto interessante leggere queste tue storie, non conoscevo questa concezione della rottura e della conseguente riparazione, e ci siamo conosciute proprio per una riparazione !!

Leave a Comment